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Pit stop _ Pillole di storia _ Il leone d'Inghilterra

July 26, 2016

Fa caldo eh? Mai come a Dallas l’8 luglio del 1984. Gran premio degli Stati Uniti, temperatura di 40°, in certi punti l’asfalto è completamente sgretolato e serve del cemento a presa rapida, applicato la notte prima della gara, perché si possa correre. In prima fila ci sono due frecce nere con il monogramma oro delle John Player Special sulla fiancata. Sono le Lotus di Nigel Mansell ed Elio De Angelis. L’inglese parte in testa e ci resta per 36 giri, poi il cambio lo costringe a perdere posizioni. Chiude sesto, ma a pochi metri dal traguardo resta a secco. Nessun problema: scende dalla vettura e comincia a spingerla. Il regolamento lo vieta, ma non gli importa, nemmeno quando crolla svenuto sull’asfalto, dopo due ore di corsa e un caldo d’inferno. Anni dopo, passato alla Williams, Michele Alboreto dirà di lui che su quella vettura l’unica cosa intelligente erano le sospensioni. Ma se per tutti sei “il Leone”, quello che conta davvero è il cuore.

 

 

 

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