• Facebook Square
  • Twitter Square
  • Google Square

Ian Rodriguez: "Quest'anno voglio vincere"

March 28, 2017

A cinque giorni dal primo weekend di gara della stagione a Misano Adriatico, Ian Rodriguez si racconta e svela le sue ambizioni in vista del suo secondo campionato italiano F4 Fia.

 

Ian, da dove nasce la tua passione per i motori?

“Avevo tre anni quando mio padre Carlos, che faceva il pilota, mi portava negli autodromi a vederlo. Da lì mi sono innamorato della velocità e delle corse e a otto anni ho cominciato a gareggiare anch’io con i karts”.

 

Hai cominciato a vincere già a 10 anni, conquistando il campionato centroamericano, che ti ha permesso poi di arrivare in Italia. Cosa vuol dire trasferirsi da giovanissimo in un Paese così lontano dal proprio?

“Significa affrontare tante difficoltà e stare lontano dalla propria famiglia e dagli amici per tanto tempo. Però ne è valsa la pena, perché così posso inseguire i miei sogni”.

 

Dove vuoi arrivare?

“Al traguardo di tutti i piloti: la Formula 1. Intanto mi preparo con la Formula 4, devo ancora fare tanta strada, ma sono molto determinato e perseverante, e mi piacerebbe molto provare anche una GP3. I motori sono la mia vita, la mia passione è veramente grande”.

 

Andiamo con ordine: prima il campionato di Formula 4.

“Che voglio vincere: è il mio obiettivo per quest’anno”.

 

Intanto hai fatto una bella esperienza nel 2016, prendendo parte a quasi tutte le gare.

“Mi è servito tantissimo per fare esperienza. Mi sono confrontato con tanti buoni giovani piloti e sono riuscito a dimostrare il mio valore, soprattutto nell’ultima tappa di Monza, quando ho conquistato diversi podi”.

 

La DRZbenelli è stata molto importante per la tua crescita.

“Sì, e non solo in quella sportiva. Stefano Da Riz e Francesco Benelli mi hanno accolto nel migliore dei modi, mi hanno sempre accontentato in tutto, cercando di venirmi incontro in ogni mia esigenza. Li considero dei fratelli maggiori, e se ho l’opportunità di crescere come pilota lo devo soprattutto a loro”.

 

Cosa significa per te essere un ambasciatore del Guatemala nel mondo?

“Un grandissimo onore. Non sono tanti gli sportivi famosi del mio Paese a essere conosciuti anche all’estero, e io ho la fortuna di poterlo rappresentare al meglio. Quando salgo sul podio e sento l’inno è un’emozione unica, così come veder sventolare la bandiera del Guatemala. La gloria del mio Paese è uno dei motivi che mi spinge a puntare in alto e a cercare di vincere sempre”.

 

Progetti per il 2017: oltre a puntare al campionato italiano di F4 quali obiettivi vuoi raggiungere?

“Migliorare in quegli aspetti delle corse in cui sono ancora un po’ carente. La staccata al momento giusto, ad esempio, o la complessiva sensibilità nei confronti della macchina: tutte cose su cui devo lavorare tanto e su cui mi sono impegnato nei test che abbiamo svolto dall'inizio dell'anno. E non vedo l’ora di essere a bordo della vettura”.

 

 

Please reload